Progetto

  • deboleFORTE è un progetto di recupero e valorizzazione che propone una nuova visione per Forte Sant’Andrea, trasformandolo da sito militare dismesso a spazio pubblico e aperto dedicato alla conoscenza, alla ricerca e alla sostenibilità. Promosso da un collettivo internazionale di artisti, curatori, esperti in progettazione culturale e ambientale e architetti, il progetto nasce da un percorso di ricerca interdisciplinare e si fonda sull’idea di restituire il Forte alla collettività, rendendolo al contempo attivo come inedito protagonista del panorama culturale contemporaneo.

    Al centro della proposta vi è la volontà di preservare l’identità del luogo, rispettandone la dimensione storica e paesaggistica, capace contestualmente di accogliere pratiche artistiche, scientifiche e ambientali in dialogo tra loro.

    L’intervento architettonico, sviluppato sotto il coordinamento di Alexander Eriksson Furunes, si fonda su un approccio non invasivo e reversibile. Attraverso l’introduzione di strutture leggere di sostegno, il progetto mira a stabilizzare e proteggere le architetture esistenti senza alterarne il carattere, lasciando che il rapporto tra costruito e natura continui a evolversi nel tempo. Gli spazi così recuperati non sono rigidamente definiti, ma pensati come ambienti flessibili, capaci di adattarsi a usi diversi e a programmi in continua trasformazione.

    Un elemento centrale del progetto è l’attenzione alla sostenibilità ambientale. deboleFORTE propone un modello di gestione off-grid, basato sull’autosufficienza energetica e sul recupero e riutilizzo delle risorse idriche.

    Parallelamente, il progetto sviluppa una piattaforma culturale articolata, che comprende residenze artistiche e scientifiche, programmi di ricerca, workshop, performance e attività aperte al pubblico. In questo modo, Forte Sant’Andrea diventa non solo un luogo da visitare, ma uno spazio da vivere e da attraversare, capace di generare conoscenza e di stimolare nuove forme di consapevolezza.

Storia del Forte

  • La storia di Forte Sant’Andrea si inserisce nell’evoluzione del sistema difensivo veneziano, sviluppatosi progressivamente tra Medioevo e Rinascimento, quando la Repubblica avviò un ripensamento strategico delle proprie difese. L’area della bocca di porto del Lido, punto di accesso più vulnerabile alla città, divenne così oggetto di interventi militari sempre più strutturati.

    Già nel XIV secolo furono costruite prime fortificazioni, tra cui una struttura nota come “castel nuovo”, da cui deriva l’attuale Forte Sant’Andrea. Tuttavia, è nel XVI secolo che il sistema difensivo raggiunge una nuova fase di sviluppo, grazie all’intervento del veronese Michele Sanmicheli, tra i più noti architetti del suo tempo. Tra il 1543 e il 1549 il Forte viene ricostruito secondo criteri innovativi, rispondendo alle esigenze imposte dall’introduzione dell’artiglieria e configurandosi come una macchina difensiva moderna, capace di controllare l’accesso navale alla laguna.

    L’architettura del Forte riflette questa funzione strategica: una struttura compatta e imponente, con mura massicce e un monumentale fronte rivolto verso il mare, concepito sia come dispositivo militare sia come simbolo del potere della Serenissima. Nei secoli successivi, il complesso è stato progressivamente adattato e ampliato, con l’aggiunta di nuovi edifici e infrastrutture militari - baraccamenti, bunker, polveriera, casa degli ufficiali - fino ad essere progressivamente abbandonato nel corso del Novecento.

    Oggi Forte Sant’Andrea, che si estende su un’area di 25.000 metri quadrati, si presenta come un luogo stratificato, in cui la dimensione storica si intreccia con quella paesaggistica. Le architetture, segnate dal tempo, convivono con la vegetazione spontanea e con l’ambiente lagunare, dando origine a un paesaggio unico. In questo contesto, il Forte non è solo una testimonianza del passato militare veneziano, ma anche un osservatorio privilegiato per comprendere l’evoluzione del rapporto tra Venezia e il suo territorio, tra controllo umano e dinamiche naturali.

Team

Il progetto deboleFORTE è il risultato di un articolato percorso di ricerca e progettazione sviluppato per Forte Sant’Andrea da un collettivo internazionale composto da architetti, curatori, esperti ambientali, paesaggisti, ricercatori, progettisti culturali, ingegneri e designer.

La definizione e il coordinamento della proposta sono stati fortemente voluti e guidati da Microclima, associazione di promozione sociale fondata da Paolo Rosso e attiva a Venezia dal 2011.

Alla definizione del concept creativo hanno contribuito l’artista Giorgio Andreotta Calò, l’architetto Alexander Eriksson Furunes, la curatrice Kristine Jærn Pilgaard, lo chef Marco Bravetti, i project manager Mauro Baronchelli e Sara Maggioni.

Partner

Università e centri di ricerca

— NICHE – Università Ca’Foscari di Venezia

— Polimi – Dipartimento di Architettura e Studi Urbani

— NTNU Ocean - The Norwegian University of Science and Technology

— MIT Climate Visions

— Università di Zurigo – Dipartimento di studi cinematografici

— Università di Liegi

— AdBK – Academy of fine arts Munich

— Institute for the History and Theory of Architecture, ETH Zurich

Fondazioni culturali e musei

— Fondazione In Between Art Film

— Fundación TBA21

— The Peace Pagoda (Nicoletta Fiorucci Foundation)

— Accademia di Francia a Roma - Villa Medici

— Haus der Kunst Monaco

— The Solomon R. Guggenheim Foundation

— Centre d’Art Contemporain Genève

— Venice in Peril